Made in Italy al centro per Assocalzaturifici

Fotografia del settore e strategie di sviluppo: di questi e altri temi centrali per la crescita delle imprese calzaturiere e la valorizzazione e tutela del made-in-Italy si discute oggi al convegno “PRODURRE CALZATURE, PRODURRE VALORE. L’unicità del Made in Italy”, organizzato il 23 novembre da Assocalzaturifici a Fermo, presso il Teatro dell’Aquila.

Dopo l’apertura dei lavori di Andrea Santori, presidente Confindustria Fermo, Carlo Pambianco ha presentato la ricerca “Andamento del settore calzaturiero e strategie future”, in cui si analizzano le possibili strategie da adottare e le opportunità da cogliere a livello internazionale, ad esempio penetrando in mercati emergenti strategici, per avviare un circolo virtuoso di crescita e sviluppo a lungo termine.

“Le aziende devono saper cogliere i segnali e le sfide che i mercati impongono loro: saper scegliere quale strategia adottare per risollevarsi non è facile e Assocalzaturifici è sempre in prima linea per fungere da guida e supporto in questo difficile percorso – ha affermato Cleto Sagripanti, presidente Assocalzaturifici. Ma non è sufficiente: occorre che le istituzioni pubbliche e finanziarie collaborino nella definizione di strumenti efficaci e nel facilitarne l’accesso da parte delle nostre piccole e medie imprese, in modo da poter contribuire all’uscita da quest’empasse che ormai dura da troppo tempo e che sta penalizzando quel made-in-Italy, unico e inimitabile, che tanto nel mondo ci invidiano”.

Non solo internazionalizzazione, dunque, ma anche accesso a nuove forme di finanziamento: come evidenziato dal rapporto Pambianco, gli strumenti finanziari adottabili dalle imprese possono essere diversi, come la capitalizzazione dell’azienda, l’accesso ad un fondo di investimento, la quotazione in borsa e alleanze di distribuzione strette con partner stranieri.

“Le aziende del comparto hanno reagito e continuano a reagire proattivamente – ha proseguito Sagripanti – ponendo in essere profonde trasformazioni al proprio interno, come ad esempio le diverse strategie di riposizionamento sui mercati esteri, la ristrutturazione e la riorganizzazione aziendale, azioni che hanno inevitabilmente ripercussioni sull’intero settore, contribuendo così anche una sostanziale metamorfosi del comparto. Ma non basta: è necessario che tutti gli attori coinvolti facciamo sistema e interagiscano attivamente e sinergicamente per tutelare e valorizzare il grande patrimonio del made-in-Italy”.

Quest’ultimo aspetto è stato approfondito nel corso della tavola rotonda “Stati Generali del Sistema Calzaturiero-Moda”, moderata da Paolo Mieli, alla quale sono inrtevenuti Claudio Marenzi, presidente SMI Sistema Moda Italia, Alessandro Iliprandi, presidente Conceria Bonaudo e Gabriele Monti, presidente Tacchificio Monti, per mettere al centro il grande patrimonio manifatturiero e artigianale del made-in-Italy.

Nel Face to face finale, sempre moderato da Paolo Mieli, con il confronto tra Roberto Luongo, direttore generale ICE/ITA-Italian Trading Agency, e Gabriele Gori, Direttore Generale Area Corporate Banca MPS Monte dei Paschi di Siena; a seguire l’intervento dell’ambasciatore Andrea Meloni, Direttore Generale di Promozione Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri.

“Con questo evento vogliamo rimettere al centro dell’attenzione e del dibattito il’fatto in Italia’ – ha concluso il presidente di Assocalzaturifici Cleto Sagripantiovvero un tesoro capace di creare non solo oggetti ma anche valore, grazie allo stretto e indissolubile legame con il territorio e le tradizioni centenarie che rendono i prodotti italiani unici al mondo”.

 

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