Resistenza del colore allo strofinio

Spesso molte delle contestazioni sulle calzature sono causate dalla comparsa di scolorimenti anomali. Le strumentazioni attuali permettono di valutare il comportamento del colore sui materiali

Le calzature italiane sono percepite nel mondo come portatrici di valori quali lo stile, la moda, la qualità dei materiali e l’accuratezza delle lavorazioni.

Una situazione di vantaggio ma anche un forte carico di responsabilità verso tutti quei consumatori che le scelgono proprio per il fatto di essere fabbricate da calzaturifici italiani.

Responsabilità legate al dover rispettare standard di qualità non sempre chiari e definiti ma piuttosto percepiti e attesi dai consumatori. Una condizione che non consente di tralasciare nessun particolare per arrivare a un buon risultato finale.

Particolare dell’apparecchio tipo “Veslic”

Nei numeri precedenti abbiamo parlato di problemi strutturali e di come, facendo riferimento alle normative, sia possibile prevenire i difetti del prodotto, i pericoli per il consumatore e le conseguenti contestazioni. Abbiamo parlato anche della qualità dei materiali in riferimento all’usura e quindi al ciclo di vita utile delle calzature.

In questo numero affrontiamo un altro aspetto significativo legato alla resistenza dei colori allo strofinio e quindi alla capacità della calzatura di mantenersi per un lungo periodo, oltre che a prevenire scolorimenti anomali spesso all’origine di tante contestazioni.

UNI EN ISO 11640 – Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore allo strofinio

Questa norma indica un metodo per valutare il comportamento della superficie di un cuoio sottoposto a strofinio con campioni di riferimento in feltro di lana e di valutare il cambiamento di colore mediante comparazione con le scale dei grigi.

Per eseguire la prova viene utilizzato un apparecchio di tipo “Veslic” (Veslic rub fastness tester) dotato di una piattaforma metallica orizzontale piana su cui fissare il provino e un dispositivo in grado di tendere il cuoio nella direzione dello strofinio; un pistone del peso di 500 g con alla base un dispositivo per l’inserimento dei feltrini di lana, un peso aggiuntivo di 500 g per poter caricare il pistone fino a una massa di 1 kg, un dispositivo che consenta di abbassare il pistone fino a portare la base piana del feltrino a contatto con il provino di pelle da esaminare e un dispositivo in grado di guidare la piattaforma avanti e indietro a una frequenza prestabilita. Come materiale di strofinio vengono usati dei blocchetti quadrati di feltro di lana bianca o nera.

I provini prelevati dalla pelle o dal cuoio da analizzare devono essere rettangolari, lunghi almeno 120 mm e larghi almeno 20 mm per ogni percorso di prova, solitamente si esamina un singolo provino per ogni condizione di prova, in caso di controversia è consigliabile eseguire più prove su provini prelevati da zone diverse del campione di pelle da analizzare.

Particolare dell’apparecchio detto “Crockmeter”

Condizioni di prova

  • Cuoio asciutto e feltrino asciutto
  • Feltrino umido – i feltrini vengono immersi in acqua demineralizzata, portata a ebollizione e lasciata bollire fino a che i pezzi di feltro si depositano sul fondo. Si lascia decantare sostituendo l’acqua calda con altra demineralizzata e si lasciano immersi fino a che non sono ritornati alla temperatura ambiente.
  • Cuoio umido – i provini di pelle vengono immersi in acqua demineralizzata in modo che non si tocchino tra loro, quindi il contenitore dell’acqua con i provini viene posto nel de-essiccatore sottovuoto e per tre volte viene prodotto un vuoto di 5 kPa. I provini devono essere prelevati dall’acqua appena prima dell’utilizzo rimuovendo l’acqua in eccesso con carta assorbente.
  • Feltrino inumidito con soluzione di sudore artificiale – i feltrini vengono inumiditi immergendoli in una soluzione di sudore artificiale seguendo la stessa procedura indicata per il cuoio umido.

Procedimento

La prova consiste nel far sfregare il feltrino sul provino di pelle fissato alla piattaforma con movimento avanti e indietro per un numero di cicli definito.

Generalmente la prova viene eseguita applicando sul pistone il peso aggiuntivo di 500 g quindi con un carico totale di 1 kg, nel caso di scamosciati o simili, a causa del maggior attrito generato, è consigliabile eseguire la prova con un carico di 500 g, quindi senza il peso aggiuntivo.

Dopo la prova si valuta la degenerazione di colore del provino nell’area sottoposta allo strofinio e lo scarico di colore sul feltrino per comparazione con le scale dei grigi.

UNI EN ISO 105-X12 – Tessili – Prove di solidità del colore – Solidità del colore allo sfregamento

La norma descrive un metodo per determinare la solidità del colore allo sfregamento dei materiali tessili, e lo scarico di colore su altri materiali.

Il metodo è applicabile a tutti i tessili prodotti con qualsiasi fibra sotto forma di filato o di tessuto, tinto o stampato.

La prova permette di valutare lo scarico di colore sul tessuto di riferimento mediante comparazione con la scala dei grigi.

Per eseguire la prova viene utilizzato un apparecchio detto “Crockmeter” costruito in modo da permettere un movimento di sfregamento rettilineo alternato e prevede due tipi diversi di caviglie di sfregamento entrambe in grado di esercitare una forza di 9 N verso il basso:

  • Per i tessuti a pelo, una caviglia con una superficie di sfregamento rettangolare in piombo con margini arrotondati delle dimensioni di 19 mm × 25,4 mm (detta crock block).
  • Per gli altri materiali tessili, tessuti tinti con colori solidi o con stampe, filati, ecc., una caviglia con una superficie di sfregamento composta da un cilindro di 16 mm di diametro.

Come materiale di sfregamento viene utilizzato un tessuto di cotone non imbozzimato, sbiancato, non apprettato,tagliato in quadrati di 50 mm di lato per la caviglia cilindrica da 16 mm di diametro. Per il crock block si usa invece o un pezzo dello stesso tessuto di 25 × 100 mm.

Esempio di scale dei grigi per la valutazione della degradazione (sopra) e dello scarico

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