L’appello di Assocalzaturifici a Federica Mogherini sull’impatto delle sanzioni UE alla Russia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata dal presidente di Assocalzaturifici Cleto Sagripanti a Federica Mogherini, alto rappresentante dell'unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vice-presidente della commissione europea, per esprimere la preoccupazione di Assocalzaturifici per le sanzioni UE alla Russia

“Sua Eccellenza,

in qualità di Presidente di Assocalzaturifici, l’Associazione Nazionale dei Calzaturifici Italiani, scrivo per esprimerLe la profonda preoccupazione per le conseguenze delle sanzioni economiche reciprocamente imposte da Unione Europea e Russia sull’attività di migliaia di piccole e medie imprese produttrici di calzature di alta qualità in Italia e in Europa.
L’industria calzaturiera gioca un ruolo importante in numerosi Stati Membri dell’Unione. Con 230.000 lavoratori impiegati nel settore, il comparto è costituito per la maggior parte da piccole imprese dislocate in aree produttive, ognuna con specifiche capacità manifatturiere, che fungono da driver per l’occupazione e l’innovazione in Europa.

In Italia circa 6.000 aziende calzaturiere occupano quasi 80.000 addetti. Le nostre imprese sono piccole, innovatrici e caratterizzate da eccellenza qualitativa e design
“Made in Italy”.

Siamo assolutamente pronti ad accettare le nuove sfide geo-politiche che ci attendono. Tuttavia è importante sottolinearLe quanto le sanzioni abbiano impattato negativamente sulle imprese europee, con conseguenze disastrose per le migliaia di piccole aziende europee orientate all’export e per i lavoratori ivi coinvolti.

La situazione è drammatica. Nel 2013 la Russia era il 5° mercato di destinazione per importanza e diverse imprese esportano esclusivamente in Russia o in uno dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Nei primi 6 mesi del 2014 rispetto al 2013 l’export italiano di calzature finite verso la Russia è pesantemente calato del 17,5% in volume e del 21,4% in valore. Trend simili si osservano anche per le esportazioni verso l’Ucraina (-26,2% in volume e 22,2% in valore) e il Kazakistan (-16,8% in volume e 13,9% in valore).

Saremmo lieti di condividere con voi altri dati sul tema e apprezzeremmo l’organizzazione di un incontro nelle prossime settimane per discutere di come l’Unione Europea possa aiutare le sue imprese ad affrontare questa nuova ed enorme sfida.

Se l’Unione Europea e la Commissione Junker desiderano veramente supportare la rinascita dell’industria manifatturiera europea e creare nuovi posti di lavori, non possiamo ignorare l’impatto che l’attuale crisi sta avendo sulle aziende europee.

Con i migliori saluti

Cleto Sagripanti, Presidente di Assocalzaturifici

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here