L’impegno di Assocalzaturifici

Il settore chiede tutela del Made in Italy, defiscalizzazione degli investimenti nei campionari e la fine delle sanzioni alla Russia. Ribadito l’impegno a integrare maggiormente la filiera della moda.

Si è svolta nella suggestiva cornice del Museo Alfa Romeo di Arese, l’assemblea annuale di Assocalzaturifici con ospiti d’onore il neopresidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto.

Annarita Pilotti
Annarita Pilotti

La presidente dell’associazione Annarita Pilotti, che ha tracciato il bilancio del primo anno del suo mandato, ha esordito senza mezzi termini affermando: «Per il nostro comparto, la ripresa di cui si parla è ancora un miraggio. Il 2015 ha registrato infatti risultati inferiori alle attese e la domanda interna ha accusato l’ottava contrazione in otto anni. Malgrado ciò, il settore è riuscito a limitare la flessione dei livelli produttivi (-2,9% in volume), a conseguire un nuovo record di esportazioni a 8,7 miliardi di euro e a segnare, per la prima volta dal 2011, un lieve incremento dell’occupazione. Le prime rilevazioni del 2016 confermano che la situazione resta complessa e il clima incerto. Nel primo trimestre è continuato il calo dei consumi di calzature delle famiglie italiane, con un’ulteriore diminuzione dell’1,3% in quantità e del 3,7% in valore. Dal canto suo il fronte occupazionale, dove si è fermato il lieve rimbalzo del 2015, è tornato a essere allarmante. Nel bimestre gennaio-febbraio le esportazioni hanno mantenuto le posizioni, crescendo del 3,7% in valore. Ma debolezza economica e criticità finanziarie in diversi importanti mercati esteri continuano a penalizzare la domanda, soprattutto nella fascia di prodotto medio-alta e lusso. Le attese per i prossimi mesi escludono miglioramenti significativi a breve. Il portafoglio ordini dei primi quattro mesi è praticamente piatto e le attese delle aziende raggiunte dall’ultima indagine congiunturale rapida propendono per stabilità/ribasso, sia per il mercato domestico, sia per i principali mercati esteri di sbocco».

In questo quadro, in cui cautela e stabilità sono le parole chiave, Assocalzaturifici sta portando avanti con determinazione la difesa del Made in Italy su più fronti. Uno di questi è quello del “made in”: «Ci battiamo – ha ribadito Pilotti – per una norma di civiltà che informi il consumatore circa la provenienza geografica del prodotto. Sono anni che tentiamo, senza risultati. Ma non arretreremo di un centimetro e non accetteremo surrogati come i certificati di origine volontari».

Un altro fronte in cui l’Associazione è fortemente impegnata è la battaglia contro il riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato, che la Commissione europea, contrariamente al Parlamento, sembra decisa a concedere, ma che vede i calzaturieri assolutamente contrari.

C’è poi il delicato dossier delle sanzioni economiche alla Russia per la crisi ucraina, che colpiscono pesantemente l’export calzaturiero (le vendite in Russia sono crollate del 32% in valore nel 2015 e quelle in Ucraina del 38%). «È una follia che sta costando carissima all’economia europea – ha insistito Pilotti –  e che si sta trasformando in un vero allarme sociale in tanti distretti calzaturieri italiani».  In tema fiscale i calzaturieri fanno una richiesta al Governo, che riguarda le collezioni e pre-collezioni realizzate più volte l’anno. «Chiediamo, come è già avvenuto su base regionale nelle Marche, la defiscalizzazione di questi investimenti, da cui dipendono l’innovazione di prodotto e la capacità di essere competitivi» ha dichiarato Pilotti.

Infine, nell’agenda di Assocalzaturifici, resta alto il tema della sinergia con gli altri attori della filiera moda, nella convinzione che rimanere divisi non porti benefici a nessuno e releghi l’Italia in un ruolo marginale. L’auspicio è di coordinare sfilate, eventi e fiere facendo sistema a Milano, capitale per eccellenza della moda, e all’estero. L’obiettivo è quello di promuovere la filiera nel suo complesso e accrescere l’attenzione dei buyer. La cabina di regia per l’internazionalizzazione voluta dal Governo e il Tavolo di coordinamento della moda sono passi fondamentali che vanno nella giusta direzione. Assocalzaturifici, dal canto suo, è profondamente convinta che si possano sempre più intraprendere iniziative sinergiche con le altre associazioni di Fiamp, la Federazione Italiana Accessori Moda e Persona, di cui Assocalzaturifici fa parte, e Smi (Sistema Moda Italia), mettendo a fattor comune competenze e servizi nell’interesse delle imprese italiane.

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