Al via una maxi-federazione per la moda e l’accessorio italiani

Nasce Confindustria Moda, la maxi-federazione con a capo Claudio Marenzi che raggruppa le industrie italiane del tessile-abbigliamento, scarpe, borse, occhiali, pellicce e gioielli, creando un nuovo soggetto confindustriale, secondo per importanza dopo la meccanica.

Ci sono voluti due anni di intenso lavoro per dare il via a una svolta epocale per le industrie della moda. è nata Confindustria Moda, la nuova maxi-federazione che raggruppa le imprese associate a Smi (Federazione Tessile Moda) e a Fiamp, Federazione Italiana dell’Accessorio Moda e Persona, che, a sua volta, riunisce Assocalzaturifici, Aimpes (Associazione Italiana Manifatturieri Pellettieri e Succedanei), Aip (Associazione Italiana Pellicceria), Anfao (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici), e Federorafi (Federazione Nazionale Orafi Argentieri Gioiellieri Fabbricanti). Molto presto sarà formalizzata anche l’adesione di Unic, l’Unione Nazionale Industria Conciaria.

Claudio Marenzi

Presidente della neonata federazione è Claudio Marenzi (presidente Smi), mentre a Cirillo Marcolin, presidente di Fiamp e di Anfao, è stato conferito l’incarico di vicepresidente. A loro si affiancano due direttori generali: Gianfranco di Natale, attuale direttore generale Smi, e Astrid Galimberti, che ricopre il medesimo ruolo in Anfao. Al termine dei due anni le cariche si invertiranno, per il sistema di governance di cui si è dotata Confindustria Moda che prevede l’alternanza alla presidenza tra Smi e Fiamp.

La presentazione ufficiale del nuovo soggetto confindustriale è stata fatta a Milano, il 28 marzo scorso, alla presenza del sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto e del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, durante un evento a cui hanno partecipato, oltre a Marenzi e Marcolin, i presidenti delle associazioni: Riccardo Braccialini (Aimpes), Ivana Ciabatti (Federorafi), Roberto Scarpella, (Aip). Assente giustificata Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici, alla quale è stato ufficialmente riconosciuto un importante contributo alla realizzazione di questo importante progetto.

Meno individualismi nell’interesse dell’intero sistema

La nuova federazione della moda, tessile e accessorio rappresenta oltre 67.000 imprese che generano un fatturato di oltre 88 miliardi di euro dando lavoro a oltre 580.000 lavoratori. Imprese che rappresentano l’eccellenza della manifattura italiana, ricoprono posizioni di leadership nei mercati internazionali e che nel 2016 hanno registrato una quota percentuale di export sul fatturato del 62%, pari a oltre 54,6 miliardi di euro. A confermare il potere e le forti potenzialità di questa nuova federazione sono i dati relativi ai diversi comparti presentati da Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, docente di Economia industriale e commercio estero all’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, il quale ha sottolineato anche la forte vocazione del settore moda-accessorio all’export e alla leadership a livello mondiale: «Su un campione di 1046 prodotti in cui è suddiviso il commercio internazionale del settore moda, 240 sono italiani e sono ai primi tre posti della classifica per saldo commerciale con l’estero, per un totale di 31,6 miliardi di dollari». Fortis ha inoltre ricordato che nessun altro Paese ha un patrimonio di filiere come quello italiano.

«La nuova federazione – ha sottolineato Marenzi – nasce dopo due anni di intenso lavoro, durante i quali abbiamo maturato ancora di più la consapevolezza della nostra forza e del fatto di essere l’unico Paese al mondo con filiere così importanti e strutturate nei vari settori della moda. Per dare vita a questo progetto, ogni associazione ha fatto un passo indietro nell’interesse di tutto il sistema moda italiano, un passo indietro che però ci ha fatto fare due passi in avanti».

«Siamo riusciti a superare l’individualismo che ha contraddistinto i nostri settori per molto tempo» ha aggiunto Marcolin che, insieme a Marenzi, ha ricordato quanto sia stato importante per la nascita della federazione l’impegno di Carlo Calenda, il quale, da viceministro dello Sviluppo Economico, nel 2015, ha istituito il Comitato della Moda, portando attorno a un unico tavolo le associazioni che ora si sono federate, un impegno raccolto poi dal sottosegretario al MiSe Ivan Scalfarotto.

(da sinistra) Marco Fortis (Fondazione Edison), Cirillo Marcolin (Aimpes, Anfao), Ivan Scalfarotto (Ministero dello Sviluppo Economico), Vincenzo Boccia (Confindustria), Claudio Marenzi (Smi), Riccardo Braccialini (Aimpes) e Roberto Scarpella (Aip)

Una casa comune per progettare insieme il futuro

A conferire a Confindustria Moda la benedizione ufficiale del Governo è proprio Scalfarotto, il quale, dopo aver lodato la capacità dimostrata dalle singole associazioni di fare squadra considerando l’interesse collettivo al di sopra di quello individuale, ha affermato: «La nostra presenza qui dimostra che per il Governo l’industria della moda è importante; non l’abbiamo mai considerata un settore effimero, riconoscendone invece il valore industriale. Il ruolo del Governo è quindi stato e sarà anche in futuro quello di spronare tutta la rete produttiva, incoraggiandone l’operato e sostenendo le iniziative per l’internazionalizzazione grazie allo stanziamento di 45 milioni di euro previsto per il 2017 rispetto ai 37 dello scorso anno».

Del ruolo dell’industria manifatturiera come volano economico per l’intero Paese ha parlato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia il quale ha affermato: «Non c’è sviluppo e non si attraggono risorse senza manifattura. Per capirlo basterebbe riferirsi alle passate rivoluzioni industriali, a cominciare dalla prima di cui divenne leader l’Inghilterra, proprio con l’industria tessile. La moda è un settore che è la punta avanzata del sistema industriale italiano sul quale dobbiamo investire e puntare come Paese e come industria italiana».

«Il nome che abbiamo deciso di darci – ha sottolineato Marenzi – vuole sottolineare il legame con Confindustria e anche il fatto di rappresentare appunto la parte industriale e produttiva del sistema. Con la nascita della nuova federazione, il settore moda e accessorio avrà un peso maggiore in Confindustria, diventando il secondo per importanza dopo la meccanica». Le associazioni federate manterranno completa autonomia operativa su tematiche verticali e specifiche di ciascun settore che rappresentano, mentre Confindustria Moda offrirà ai propri associati, per ora, servizi trasversali di consulenza legale, gestione delle relazioni industriali e ufficio studi.

E’ stata inoltre già formalizzata l’acquisizione di una nuova palazzina a Milano, in Corso Sempione, ora in fase di ristrutturazione, con l’obiettivo di farvi confluire tutte le associazioni confederate, le manifestazioni fieristiche nonché gli uffici della federazione che diventerà operativa a partire dal 2018.

 

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