Indossando i tacchi alti: misure sperimentali per migliorare la sicurezza della camminata

La sicurezza nell’utilizzo di tacchi alti diventa un aspetto fondamentale nel design di scarpe da donna. la sicurezza della camminata non deve essere vista solo come un problema di dimensioni e altezze: anche i materiali utilizzati hanno un ruolo fondamentale.

Le calzature hanno un ruolo importante nel garantire a ciascuno di noi una buona qualità della vita. Pertanto, le scarpe dovrebbero essere sempre progettate con particolare attenzione, nell’obiettivo di soddisfare un mix di esigenze complesse, che coinvolgono aspetti funzionali, ergonomici, igienici, estetici e fisiologici. Tra queste e varie altre ancora, funzionalità ed ergonomia sembrano rappresentare le caratteristiche più rilevanti, tali da riflettere la capacità della calzatura di soddisfare le esigenze quotidiane e i desideri del cliente in termini di comfort e fruibilità.

Questi requisiti possono impattare su diversi parametri fondamentali nella progettazione quali, per esempio, la dimensione e l’altezza del tacco, la durezza della suola e tanti altri ancora. Ma, anche caratteristiche tecniche all’apparenza meno evidenti, come peso, rigidezza, attrito, possono alla fine emergere nel definire l’usabilità generale della calzatura.

Allo stesso tempo, aspetti legati allo stile, all’estetica e alla moda, più difficili da quantificare e trasformare in parametri di progettazione, riflettono la capacità delle scarpe di catturare i desideri dei clienti. Alcuni indicatori chiave per un successo di mercato fondato sull’estetica sono, almeno in termini potenziali, il rispetto di tendenze stilistiche, l’“espressività” di prodotto, la coerenza delle forme, l’integrità della composizione, la stabilità nella presentazione.

Purtroppo, è risaputo che ergonomia ed estetica sono ben lontani dal procedere in parallelo verso una strategia di progettazione ottimale. Al contrario, è abbastanza comune che le soluzioni apprezzate per la loro bellezza, siano a dir poco limitate in termini di funzionalità. Basti pensare alle scarpe con tacco alto, dove il loro fascino cresce all’aumentare dell’altezza del tacco, come anche il rischio correlato all’uso della calzatura.

Un compromesso tra sicurezza e stile deve essere cercato ed esistono un gran numero di studi in tal senso. Alcuni, ad esempio, hanno cercato di verificare come le scarpe col tacco alto modifichino la cinetica del movimento, incidendo sul disagio percepito. Questa informazione è stata poi utilizzata come base per la progettazione di calzature rivolte a ridurre al minimo gli effetti negativi sul sistema muscolo-scheletrico umano.

È interessante notare, tra l’altro, come, in questo particolar momento storico, la qualità complessiva della calzatura rappresenti uno dei fattori fondamentali nel determinare il livello di competitività delle imprese. E per difenderle da una concorrenza fatta solo sui costi, che impoverisce sia l’industria che il mercato.

Con il termine ‘qualità’ si è soliti combinare un gran numero di nozioni tra cui emergono, in particolar modo, affidabilità e resistenza della calzatura. Tali due concetti dipendono, di solito, dalle proprietà del materiale, dalle condizioni di uso, dalla resistenza delle connessioni tra le parti delle scarpe, dall’esistenza di difetti occulti. Queste proprietà possono essere valutate di certo con l’esperienza, ma è soprattutto grazie agli esperimenti, spesso regolati da norme che si riescono ad ottenere informazioni veritiere in un ambito piuttosto critico: una rottura può infatti provocare effetti drastici in quanto coinvolge aspetti relativi alla sicurezza personale.

Statistiche raccolte negli Stati Uniti hanno mostrato che più di 20.000 donne ogni anno si rivolgono a ospedali o podologi a causa di cadute o caviglie slogate, e che i tacchi alti sono uno dei maggiori candidati nel rovinare il piede. Fino a un terzo soffre, infatti, di problemi permanenti a causa di utilizzo prolungato dei tacchi alti, che obbligano i piedi in una posizione innaturale. Per indagare questo aspetto, alcuni ricercatori hanno provato a identificare il percorso del centro di pressione durante la fase di appoggio, equilibrio e distacco. Dallo studio si evidenzia un significativo aumento della pressione sul fondo dell’avampiede (plantare). Questa pressione aumenta con il crescere del tacco. Si è scoperto, ad esempio, che chi indossa un tacco di 8 centimetri aumenta la pressione sul fondo dell’avampiede del 76%. Questo aumento porta spesso a dolori fino, talvolta, a menomazioni fisiche transitorie o permanenti come borsiti e dita a martello. La sicurezza nell’utilizzo di tacchi alti diventa quindi un aspetto fondamentale nel design di scarpe da donna. Ma la sicurezza della camminata non deve essere vista solo come un problema di dimensioni e altezze: anche i materiali utilizzati hanno un ruolo fondamentale. I tacchi devono essere infatti in grado di resistere a urti numerosi e violenti, proprietà che possono essere garantite solo attraverso l’utilizzo di materiali dalle ottime caratteristiche in termini di resistenza alla flessione, compressione, di durezza, leggerezza… Data la loro estrema criticità, fino a pochi anni fa, i tacchi più alti erano realizzati in duro legno oppure rinforzati da un sottile stiletto metallico. Ma ora la plastica è di gran lunga preferita. In particolare, si utilizzano polimeri termoplastici quali poliammidi (nylon), polietilene, polistirene, polipropilene… Negli ultimi anni, infatti, i progettisti hanno cercato di coniugare stile e affidabilità introducendo in un mercato ormai maturo materiali e processi nuovi, con l’obiettivo di offrire un vantaggio competitivo ai loro prodotti. E di certo questa tendenza proseguirà andando a coinvolgere, ad esempio, rinforzi polimerici, fibre naturali, carbonio, ma anche trattamenti e processi non convenzionali.

Un’evoluzione continua, che si fonda sui progressi tecnologici, per quanto conveniente e opportuna, richiede allo stesso tempo una grande padronanza con diversi aspetti quali: la biomeccanica di cammino, le proprietà dei materiali, la conoscenza dei livelli di sollecitazione-deformazione nelle scarpe durante la camminata.

In un recente studio, le sei componenti spaziali delle forze che agiscono sulla pianta del piede sono state misurate durante la locomozione grazie a un’attrezzatura sperimentale pensata proprio per tale scopo.

Una struttura a forma di scarpa, con una cerniera al centro e diversi potenziometri, ha permesso di registrare flessioni e angoli durante la deambulazione. Purtroppo, però, questo studio è inapplicabile al caso di scarpe con tacco alto dove i piedi sono costretti in posizioni e movimenti innaturali.

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