I “poeti della scarpa”

Il 70% delle imprese della filiera della scarpa in Emilia-Romagna è a San Mauro Pascoli. Qui dove ha sede il centro formativo Cercal e l’associazione San Mauro Pascoli. Una zona da “Talento per la scarpa”.

Un distretto calzaturiero con variazioni positive sul fronte dell’occupazione, nonostante il periodo di rallentamento nell’export a livello mondiale. Quella di San Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena in Romagna, è una zona produttiva capace di valorizzare le proprie eccellenze (con nomi noti del calzaturiero nazionale e un buon substrato di imprese di minor dimensioni e terzisti) e soprattutto è capace di spingere le giovani generazioni a una continuità nel settore. A spiegarci come ci pensano l’Associazione culturale Sammauroindustria, per voce del suo Presidente e fondatore, Miro Gori, e il Cercal – Centro ricerca e scuola internazionale calzaturiera, grazie al direttore Serena Musolesi. Sono loro che, ad esempio solo per citarne una, ogni anno istituiscono il premio “Un Talento per la scarpa”, che riconosce ai giovani stilisti vincitori del concorso importanti esperienze formative, direttamente sul campo.

Obiettivi e soci di Sanmauroindustria

Da sinistra: Cristina Savani – Cercal, curatrice del premio; Miro Gori – Presidente di Sammauroindustria; Serena Musolesi, direttore del Cercal; Werther Colonna – socio di Sammauroindustria

«L’Associazione culturale Sammauroindustria nasce da una mia idea, nel 2000 – racconta il Presidente Miro Gori -. In essa confluiscono sei industrie di San Mauro Pascoli e l’Amministrazione comunale. L’idea di fondo che ne regge l’azione e che ne orienta le finalità è la seguente: San Mauro Pascoli dispone di un cospicuo patrimonio culturale, oltre che economico. In questo paese della Romagna, che oggi ospita poco più di 11.000 abitanti, è nato nel 1855 uno dei principali poeti italiani: Giovanni Pascoli. Ma non si tratta soltanto della casualità di una nascita. Il poeta delle Myricae ha nutrito la sua creazione artistica col paesaggio, i personaggi, le vicende della piccola patria. Non vi sono molti altri casi di simbiosi, così palese, tra un poeta e la sua terra d’origine. Tanto che Pascoli viene comunemente definito “il poeta di San Mauro”. Non basta. A San Mauro, a partire all’incirca da un secolo dopo, s’è affermato un altro gruppo di poeti. Che ha illustrato col suo “fare” (il greco poiein alla radice della parola “poesia” significa appunto “fare”) la propria comunità d’origine. Si tratta dei nostri calzolai. Che Pascoli prediligeva, forse perché già costituivano una forte presenza artigiana nella comunità. Sia come sia, a partire dagli anni Cinquanta, grazie ai tanti calzolai e ciabattini nati e operanti nel paese da secoli, si affermano nel mondo le scarpe di San Mauro e i loro “autori” che qualcuno ha definito, appunto, “poeti della scarpa”. Perché a San Mauro fare le scarpe è un arte, sedimentatasi in secoli di esperienza e studio. Pascoli, del resto, almeno una volta, evoca e invoca i calzolai suoi terrazzani, e solo loro, con vigore indiretto anche in una poesia. Lo fa attraverso il piccolo Valentino dei Canti di Castelvecchio. Che ha “nudi i piedi, come un uccello”. Ecco l’invocazione: saranno i calzolai di San Mauro col loro eccelso lavoro a fare le scarpe, simbolicamente, per Valentino. In Valentino così si incrociano le due correnti principali del genius loci paesano: calzatura e poesia che Sammauroindustria vuole contribuire a conservare e diffondere. L’Associazione si è costituita sin da subito grazie alla preziosa sinergia tra l’amministrazione comunale e sei industrie capofila nel loro settore. Ossia, i calzaturifici Casadei, Pollini, Rossi e Vicini; oltre all’industria Baiocchi del settore alimentare e Ivas del settore chimico. Negli anni, in seguito all’uscita di Baiocchi, è entrato nella compagine il tacchificio TGP.  E quindi si è aggiunto con il proprio preziosissimo apporto anche il Cercal, un centro di formazione di livello internazionale nel settore calzaturiero che opera a San Mauro Pascoli. I soci – che fanno parte del consiglio di amministrazione che propone e realizza i programmi su mandato dell’assemblea – forniscono, ovviamente, i capitali. Ma non solo. L’incontro di pubblico e privato, per così dire, garantisce da un lato, attraverso l’amministrazione comunale, le finalità pubbliche dell’Associazione; dall’altro, attraverso i privati, l’agilità operativa che è loro propria».

Le iniziative

«Anzitutto l’Associazione Sammauroindustria organizza stabilmente due concorsi l’anno – prosegue quindi sempre il Presidente Miro Gori, illustrando le attività poste in essere, il “Premio Pascoli di poesia” in lingua (anche con premio all’opera prima) e in dialetto (poiché Pascoli è eminente poeta in italiano e latino, ma nondimeno, nella sua opera, svolge un ruolo per nulla banale il dialetto) e “Un talento per la scarpa”. Giunti ormai alla diciassettesima edizione, questi premi sono diventati un punto di riferimento per poeti in lingua e dialetto e per giovani stilisti (e aspiranti stilisti) nel campo della calzatura di tutto il mondo. Ai giovani stilisti, difatti, è riservato il concorso “Un talento per la scarpa” a cui si partecipa con un bozzetto o con altri materiali documentati, proponendo una propria ricerca avente a tema un argomento scelto di anno in anno dalla giuria. A essi il concorso vuole offrire un luogo, per così dire, di “emersione” e di “visibilità”, ma soprattutto un’opportunità di formazione e inserimento nel mondo del lavoro. Non offre infatti premi in denaro, ma un periodo di tirocinio, prima al Cercal – Centro ricerca e scuola internazionale calzaturiera, e poi presso uno dei soci di Sammauroindustria (a rotazione). Il tutto coadiuvato da un contributo in denaro di 4.000 euro per le spese di soggiorno a San Mauro Pascoli. La formula si è rivelata subito degna d’attenzione, stante, naturalmente, la fama internazionale dell’industria sammaurese. E la partecipazione, subito assai ampia, è scaturita da tutto il mondo. Il concorso si è rivelato anche un’occasione d’impiego».

L’attività di formazione del Cercal
«Il Cercal – spiega il direttore del Centro ricerca e scuola internazionale calzaturiera, con sede a San Mauro Pascoli, Serena Musolesi – opera dal 1984 come centro di formazione e servizi qualificato per il settore calzaturiero e moda. Riconosciuto come Centro di eccellenza per il settore calzaturiero da Assocalzaturifici, è la formazione il suo fiore all’occhiello in quanto prepara figure professionali per le diverse funzioni dell’impresa calzaturiera, con particolare riferimento alla progettazione e produzione. Annualmente vengono erogate in media 5.000 ore di formazione, per circa 600 utenti, tra i quali contiamo sia le persone che frequentano corsi indirizzati all’inserimento lavorativo, sia corsi di formazione continua e apprendistato, sia studenti in alternanza scuola-lavoro. Sin dalla nascita, il Cercal collabora al Concorso “Un Talento per la Scarpa” dell’associazione culturale Sammauroindustria, giunto quest’anno alla 17esima edizione, curandone gli aspetti organizzativi, ospitando i vincitori in un corso di formazione di tre mesi e mezzo nelle nostre strutture e accompagnando poi i ragazzi nel successivo percorso in azienda. Sempre al fianco dell’associazione culturale Sammauroindustria, dal 2015 promuoviamo inoltre il progetto Cercal Lab, insieme al Comune di San Mauro Pascoli. Ispirato al modello del Fab Lab, è una sorta di incubatore di impresa rivolto ai giovani, che ha visto l’attuazione di dieci progetti sperimentali che hanno attinto dalle esperienze, attrezzature, tecnologie e soprattutto dal capitale umano che la scuola ha messo loro a disposizione. Tre di questi stanno divenendo delle vere e proprie start-up d’impresa, che speriamo possano mettere radici e crescere».

Il distretto calzaturiero

«Il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli – prosegue infine il direttore Cercal, Serena Musolesi – ospita il 70% delle imprese della filiera della scarpa in Emilia-Romagna. In particolare qui si trova una forte concentrazione di aziende note per la qualità delle produzioni, tra le quali emergono alcune grandi imprese con marchi posizionati sulla fascia alta e del lusso, che danno un importante contributo all’export del Paese. Nel sistema territoriale opera un ristretto numero di grandi calzaturifici – imprese leader come Baldinini, Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi – attorno ai quali ruotano molte piccole imprese terziste. Sono inoltre presenti calzaturifici di dimensioni inferiori che lavorano per conto terzi e un numero molto ridotto di calzaturifici di piccole-medie dimensioni con proprio marchio. Attorno all’epicentro della filiera, costituita dai calzaturifici, ruota una fitta rete di imprese di fornitura, di composizione molto variegata, che opera anche per imprese del fashion di alta gamma localizzate in altri territori. Ciò vale in particolare per aziende specializzate nella realizzazione di semilavorati (suolifici, solettifici, tacchifici, ricamifici e accessoristi in genere), che hanno acquisito un buon grado di sviluppo e che si distinguono per il tasso di innovazione tecnologica e di automazione dei processi produttivi, mettendosi a servizio anche di importanti brand fuori distretto. Si tratta in gran parte di aziende che stanno affrontando questo periodo di continui cambiamenti e complessità del mercato con approcci differenziati: con la capacità delle imprese leader di vendere sui mercati esteri e attraverso nuovi canali, con un’offerta di prodotto ad alto contenuto stilistico e qualitativo, con l’impegno delle imprese della filiera nel rispondere alle richieste continue di innovazione, qualità della produzione, rapidità di servizio, e in generale con processi di ripensamento e innovazione organizzativa, con la capacità realizzativa degli operatori di produzione. L’ultimo “Rapporto sull’economia” della Camera di Commercio di Forlì-Cesena disponibile (anno 2016 su dati 2015) evidenzia che anche nel 2015 il settore calzature ha continuato a mantenere una struttura stabile, con 270 imprese attive che occupavano circa 4.000 addetti. Le difficoltà sui mercati internazionali hanno determinato risultati inferiori rispetto all’anno precedente su produzione (-1%), fatturato (-7,1%), ordini interni (-1,7%) ed esteri (-4,7%), ma di contro era aumentato il numero di addetti (+2,4%). Anche l’ultimo dato congiunturale (terzo trimestre 2016) conferma questo trend con un calo dell’export del -7,9% (Fonte Monitor – distretti Intesa San Paolo), dovuto a un rallentamento della crescita mondiale. Permangono in ogni caso variazioni positive sul fronte dell’occupazione».

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