Lamina, cambrione o più semplicemente Shank

Il termine lamina è forse quello più usato nei rapporti commerciali in Italia, mentre Shank lo è a livello internazionale. Per noi è e sarà il “cambrione”: una variante di “cambriglione”, termine usato nella normativa in lingua italiana. Derivante dal francese cambrillon, a sua volta collegato a cambrer: curvare ad arco, sta ad indicare un’anima in cuoio applicata nella zona del fiosso.

Normative standard di riferimento

Dal momento in cui è stato inserito nella moderna produzione di calzature e si è diffuso in tutto il mondo, il cambrione in acciaio è stato prodotto in milioni e milioni di pezzi. Ciò nonostante non ha goduto della giusta considerazione e, se pure vi fossero diverse norme in vigore, tra queste la UNI CEN ISO/TR 20883:2007 – Calzature – Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Cambriglioni, si era soliti affidarsi all’esperienza piuttosto che a standard normati e requisiti verificati attraverso test di laboratorio.

La GB 28011-2011 Shanks for footwear

Tutto è cambiato quando In Cina le autorità hanno deciso di controllare le merci importate, sulla base di normative da loro emanate. Per le calzature lo scoglio è arrivato con la GB 28011:2011 – Shanks for Footwear che ha imposto al mercato requisiti vincolanti per un componente fino ad allora poco considerato. E’ emerso un forte gap di conformità dei prodotti ai requisiti richiesti dalla normativa cinese. Gap che ha messo in difficoltà alcuni produttori, mentre altri vi hanno intravisto una nuova opportunità e si sono impegnati per migliorare i loro standard. Miglioramenti che hanno richiesto un grande dispendio di energie e, in alcuni casi, forti investimenti di adeguamento degli impianti di produzione.

I punti più critici emersi sono stati quelli relativi alla capacità dei cambrioni di superare i test di:

FATIGUE RESISTANCE: un test che prevede di sottoporre il cambrione a un certo numero di cicli di flessione eseguiti con un apposito apparecchio e determinati in base all’altezza del tacco da applicare:

  • 3.000 cicli per tacchi con altezza inferiore a 50 mm;
  • 8.000 cicli per tacchi con altezza compresa tra 50 e 74 mm;
  • 20.000 cicli per tacchi con altezza compresa tra 75 e 99 mm;
  • 60.000 cicli per tacchi con altezza superiore a 99 mm.

BENDING TEST: un test che prevede che il cambrione resista a un piegamento a 180° effettuato con un apposito apparecchio, senza rompersi e senza presentare segni evidenti di frattura, tollerando soltanto che sulla superficie siano presenti solo segni di leggera crepatura.

APPEARANCE: l’ispezione visiva del cambrione, che può avvenire anche dopo un lungo periodo che la scarpa è stata fabbricata deve assicurare, tra altro, la non presenza di ruggine. Per ovviare al problema della ruggine sono state introdotte rifiniture galvaniche che inizialmente hanno però creato problemi di resistenza dei prodotti ai test di cui sopra.

I fabbricanti hanno dovuto lavorare sodo per arrivare ad avere in un pezzetto di acciaio di pochi centimetri, sagomato, curvato, forato, temprato e galvanizzato, la giusta combinazione tra elasticità e rigidità, morbidezza e durezza. In un mix che consentisse di assicurare, anche in scarpe con tacco di altezza superiore ai 100 mm, la necessaria stabilità e sicurezza d’uso. Senza dimenticare le finiture a prova di ruggine.

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