Industrie Biagioli: l’innovazione nei tessuti non tessuti

Nata inizialmente come realtà tessile, nel tempo l’azienda pratese Industrie Biagioli si è diversificata, entrando progressivamente nel mondo dei tessuti non tessuti. Oggi i settori merceologici cui si rivolge sono vari, ma quello calzaturiero è sicuramente il più importante. Ne abbiamo parlato con Aldo Biagioli, amministratore dell’azienda.

Quando è nata l’azienda e come si è evoluta negli anni?

L’azienda è nata nel 1950. Inizialmente produceva tessuti per abbigliamento ma dal 1977 si è convertita alla produzione di tessuti non tessuti tecnici, principalmente per il settore della calzatura. Oggi l’attività si articola in cinque linee di produzione, che permettono di realizzare varie tipologie di tessuto non tessuto per differenti settori merceologici. Quello più importante è il settore calzaturiero, per il quale l’azienda produce materiali per sottopiede per tutte le tipologie di calzature, dalla scarpa da donna alla scarpa di sicurezza. Ci rivolgiamo anche al settore dell’automotive, e produciamo anche tessuti non tessuti antifiamma per abbigliamento e arredamento. La nostra sede è a Prato e occupiamo 37 dipendenti.

Industrie BiagioliChe tipo di prodotti realizzate per il mondo calzaturiero e che caratteristiche presentano?

Nel corso degli anni abbiamo incrementato la gamma dei prodotti offerta e attualmente, considerando tutte le variabili, disponiamo di oltre 180 articoli. Recentemente abbiamo presentato una nuova famiglia di prodotti eco friendly denominata “Ibigreen“, caratterizzata dall’assenza di leganti chimici. Ma di particolare rilevanza sono anche gli altri articoli realizzati per la calzatura e nello specifico per la realizzazione del sottopiede. I nostri prodotti nascono da una base di tessuto non tessuto e poi vengono completati attraverso specifici trattamenti chimici. Ne esistono fondamentalmente di due famiglie: articoli della famiglia “Ibitech“, adatti alla cucitura Strobel, e articoli della famiglia “Ibisolex“, per il montato e la cucitura Ideal. Nella gamma degli articoli da Strobel realizziamo anche prodotti specifici per la scarpa di sicurezza, che vengono trattati per essere antistatici e/o conduttivi secondo la normativa EN ISO 20345. Tutti gli articoli della famiglia Ibitech hanno un’ottima tenuta al punto di cucitura, una elevata resistenza alla rottura e una minima percentuale di allungamento sotto trazione.

Ibigreen di Industrie Biagioli è caratterizzata dall'assenza di leganti chimici
Ibigreen di Industrie Biagioli è caratterizzata dall’assenza di leganti chimici

Gli articoli della famiglia Ibisolex, specificatamente studiati per la realizzazione di sottopiedi di montaggio o cucitura, presentano una struttura tessile che garantisce caratteristiche tecniche superiori rispetto ai prodotti a base cellulosica, come ottima tenuta al punto di cucitura, totale assenza di delaminazione, ottima tenuta all’incollaggio e ottima termo formabilità.

Da qualche anno realizziamo anche la lamina tessile per la protezione al chiodo, “Ibisafe“: si tratta di una nuova generazione di prodotti tessili per intersuola, prevalentemente studiati per calzature di sicurezza, alle quali viene richiesta una totale protezione alla perforazione accidentale da chiodo. Le caratteristiche di flessibilità, traspirabilità e le proprietà di isolamento al caldo e al freddo permettono di realizzare calzature estremamente confortevoli. Tali prodotti sono realizzati tramite sovrapposizione di tessuti tecnici di nuova generazione, realizzati con filati ad alta tenacità accoppiati tra loro attraverso uno speciale processo. Questi articoli soddisfano tutte le specifiche tecniche richieste dalla norma EN 12568:10.

Avete un laboratorio interno di Ricerca & Sviluppo?

Sì, abbiamo un laboratorio interno che utilizziamo prevalentemente per testare nuove tipologie di materie prime e per sviluppare nuovi prodotti. Con la realizzazione di una nuova camera climatizzata e l’acquisto di nuove strumentazioni per i test di resistenza meccanica, oggi ci apprestiamo a ricevere l’accreditamento CSA, ovvero un sistema di certificazione canadese che controlla la filiera produttiva della linea Ibisafe, dall’acquisto della materia prima sino alla vendita del prodotto finito, senza la quale non potremmo accedere al mercato americano. Con questa certificazione i nostri articoli saranno conformi anche alla normativa CSA Z195:2014 e ASTM F2413-11.

Un dettaglio della macchina agugliatrice
Un dettaglio della macchina agugliatrice

Dunque, investite molto in ricerca e in tecnologia…

Negli ultimi anni abbiamo fatto investimenti per circa 1,5 milioni di euro in nuovi macchinari. Investimenti considerevoli, che hanno portato a un miglioramento qualitativo percepibile sui prodotti finiti, a una maggiore capacità produttiva, a una maggiore flessibilità e facilità operativa, a una consistente riduzione dei consumi energetici. Per i prossimi anni stiamo pianificando l’acquisto di nuovi macchinari per la produzione del tessuto non tessuto, per un valore analogo.

E il servizio? Come è cambiato negli anni?

La nostra azienda non produce solo articoli, ma vende un servizio. Se ciò era valido negli anni passati, lo è ancora di più oggi. Tutto il sistema aziendale, dalla produzione fino al customer care, deve essere dinamico, veloce e affidabile. Per ottenere ciò non basta enunciarlo. Occorre perseguire concetti semplici, da non confondere con banali, che sono tutt’altra cosa.

In quali Paesi esportate principalmente?

L’azienda esporta circa il 67% del proprio fatturato all’estero. Questo è frutto di una scelta di espansione commerciale che ci ha portato a vendere oltre i confini europei. È evidente che, per ottenere ciò, occorre essere complessivamente competitivi. Commercialmente il prezzo è sicuramente una componente fondamentale, ma un’azienda europea difficilmente riesce a essere economicamente concorrenziale rispetto, per esempio, ai produttori del Far East. Serve quindi vendere una costanza qualitativa dei prodotti e avere un network distributivo con stock nei vari Paesi, per garantire tempi di consegna immediati.

Obiettivi per il futuro?

È sempre difficile rispondere a questa domanda. In termini di obiettivi aziendali, bisogna essere capaci di intercettare i cambiamenti prima che avvengano e credo che questo banale concetto sia largamente condivisibile. Ho utilizzato il verbo intercettare perché spesso questi cambiamenti sono inizialmente poco percepibili, per poi concretizzarsi velocemente. Per poterli raccogliere occorre vivere anche fuori dalle mura dell’azienda, frequentando il più possibile ambienti tecnici e commerciali che sono posizionati a un’altitudine maggiore rispetto a quella della propria azienda. Da una posizione più alta si vede più lontano.

 

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