Colosio: tomaie in maglia subito pronte per l’applicazione della suola

Colosio

Si può uscire dalla crisi diventando nuovamente leader di mercato: bisogna “solo” essere coraggiosi, credere in quello che si fa, avere l’idea giusta e investire molto in ricerca e innovazione. E’ la strategia adottata dalla Cesare Colosio, azienda meccanotessile di Rezzato (BS) per riconquistarsi una posizione di spicco sul mercato grazie a una macchina in grado di produrre in pochi minuti tomaie in maglia senza cuciture pronte per l’applicazione della suola.

Un’innovazione che si riaggancia al passato

La realizzazione di questa nuova tecnologia, che ha destato un forte interesse da parte dei grossi gruppi produttori di calzature sportive, è frutto dell’esperienza e conoscenza maturate nei 60 anni di vita dall’azienda, e della capacità inventiva del fondatore. Negli anni Settanta, Cesare Colosio aveva infatti realizzato un capolavoro di inventiva: la prima macchina circolare a intarsio, quella con cui si realizzavano le Burlington, le famose calze con i rombi che andavano di moda negli anni Ottanta, coperta da brevetto, scaduto a fine anni Novanta, che aveva fatto la fortuna dell’azienda bresciana. A questa tecnologia ha fatto seguito lo sviluppo di altre innovazioni: nel 1985 infatti viene presentata la prima macchina al mondo circolare Full Electronic, nel ’91 la prima con una selezione elettromagnetica, nel ’95 quella per le calze traforate, e nel 2000 quella per fare collant in spugna. Seguono gli anni di difficoltà, determinati dalla crisi che aveva colpito il settore della calzetteria. Ma il passato spesso ritorna, offrendo nuove opportunità a chi ha la capacità di coglierle, stando attento a cosa sta accadendo nel mercato. E così è stato per la Colosio, che nel 2015 ha capito che il settore calzaturiero avrebbe potuto rappresentare un nuovo e promettente sbocco di mercato. «Avevamo notato che in questo settore – spiega Fabiana Colosio che insieme al fratello Gianfranco gestisce l’azienda paterna – tutti i grandi marchi utilizzavano la maglia per realizzare le tomaie. Così, analizzate le tecnologie che avevamo in casa, abbiamo deciso di ripartire proprio dalla macchina a intarsio, quella inventata quarant’anni fa da nostro padre, e di rivoluzionarla per un nuovo progetto che permettesse di produrre tomaie con la lavorazione circolare a intarsio. Abbiamo quindi fatto vedere i primi campioni di tomaie realizzate con la nostra tecnologia destando l’interesse delle multinazionali che producono calzature sportive, che hanno fin da subito capito quanto rivoluzionaria fosse la nostra metodologia di lavorazione. Dopo solo un anno eravamo già pronti con la nostra nuova macchina, la S1+. Risalgono a marzo 2016 i primi contratti per la sua vendita in Cina in un numero già importante di esemplari. Nel giro di un anno e mezzo siamo arrivati a consegnare ben 500 macchine». E le richieste sono in continua crescita: quest’anno saranno 500 i macchinari venduti e per il 2019 si prevede un raddoppio. «La macchina è coperta da brevetti estesi a tutto il mondo, ma soprattutto abbiamo depositato più di un brevetto che copre il cuore dell’innovazione: il procedimento di lavorazione tessile del prodotto finito».

La macchina circolare a intarsio S1+ della Cesare Colosio
La macchina circolare a intarsio S1+ della Cesare Colosio

Vantaggi in produttività, maggiori prestazioni e comfort nelle scarpe

I grossi brand di calzature sportive si sono subito resi conto della grossa differenza tra una tomaia realizzata con tecnologie attualmente sul mercato rispetto a quella ottenuta con una circolare a intarsio. «La nostra macchina – sottolinea la Colosio – offre vantaggi in termini di produttività anche dal punto di vista della riduzione delle operazioni. Attualmente ci sono infatti un’infinità di passaggi intermedi; con la nostra macchina, invece, in soli 5-7 minuti, la tomaia scende, la si chiude e si passa subito al montaggio della suola. Pur trattandosi di calzature prodotte in paesi a basso costo di manodopera, i grandi brand di scarpe sportive che fanno realizzare scarpe in Cina hanno percepito subito questi vantaggi, scegliendo di adottare la nostra tecnologia».

Sono significativi anche i plus dal punto di vista del prodotto finito di cui può beneficiare l’utilizzatore finale: per chi pratica sport, significa avere scarpe performanti ma leggerissime, che non creano inerzia, oltre a garantire una perfetta aderenza al piede e un comfort impareggiabile.

Inoltre, il procedimento di lavorazione con cui si realizzano le tomaie apre infinite possibilità di applicazione. La macchina consente infatti di realizzare tomaie senza cuciture, formate da aree indipendenti, ciascuna composta da uno o più filati con differenti caratteristiche di elasticità e resistenza meccanica, declinabili in infinite combinazioni di disegni e abbinamenti di colori. è quindi in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e tipologia di scarpe: dalle calzature tecniche e sportive a quelle per il tempo libero, fino ai modelli fashion. Direttamente in produzione, la S1+ può facilmente realizzare aree tridimensionali e occhielli per i lacci, che formeranno un tutt’uno con la tomaia.

Quanto ai filati, la S1+ offre ampie possibilità di impiego. «Abbiamo sperimentato tutti i filati che provengono dalle richieste del settore delle scarpe sportive, ovvero poliestere, nylon, Cordura, oltre a filati termofondibili. L’applicazione del termofondibile, che è possibile solo con la tecnologia a intarsio, è indispensabile per realizzare il tallone e la punta eliminando la necessità di applicare rinforzi. Quando si aprirà il mondo del fashion potremo pensare a materiali naturali come per esempio la lana, oppure il cotone».

Guardando al futuro con ottimismo

Sono acquistabili in questo momento sul mercato più di un modello di scarpe realizzata con la tecnologia Colosio. «Il mercato è molto dinamico e in espansione. Per ora abbiamo lavorato solo con i più grossi e importanti brand; deve partire ancora una grossa fetta di mercato rappresentato dai marchi meno conosciuti o di dimensioni più piccole che saranno i benvenuti. Anche dal punto di vista delle preferenze dei consumatori, le tendenze del momento sembrano remare a nostro favore. Quando ci si abitua a una scarpa molto leggera, comoda e performante come quella con la tomaia realizzata in maglia, è difficile tornare sui propri passi. Anche il ritorno alla scarpa tradizionale in pelle sembra ormai difficile: nella vita di tutti i giorni ci siamo troppo abituati alla comodità di una sneaker. Per tutti questi motivi sono assolutamente ottimista. Ciononostante, o forse proprio per questo, continuiamo a lavorare su ricerca e sviluppo. Per la S1+ abbiamo sviluppato le varie taglie con una seconda versione già disponibile sul mercato: siamo partiti con cilindro dimensione 4”, adatta per tomaie che vanno dalle scarpe da bambino alla taglia 44, e ora abbiamo anche la 4,5 pollici, per le taglie dalla 44 alla 52. Siamo inoltre pronti a presentare altri due modelli di macchine». Su queste nuove realizzazioni l’azienda di Rezzato non è però per ora disponibile a fornire qualche anticipazione. Se ne riparlerà sicuramente, non appena avranno potuto testare le reazioni del mercato.

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