Il 2018 è stato un anno positivo per il Calzaturiero, secondo i dati rilevati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici attraverso un’indagine a campione, che sottolinea però una contraddizione tra quantità e valore.

Infatti, nonostante i risultati relativi ai quantitativi della produzione italiana siano negativi (-2,6%: una perdita di 5 milioni rispetto al 2017), in valore si registra un +0,7%.

Anche per quanto riguarda l’export si verifica una flessione in quantità (-2,3%), mentre è positivo il valore, che si risolleva con un guadagno record di 9,6 miliardi di euro.
Da gennaio a ottobre 2018 si rileva un + 3,9% rispetto allo stesso periodo nel 2017, con più di 176 milioni di paia di calzature vendute e un valore di oltre 8 miliardi di euro [dati Istat].
Nell’ultimo trimestre dell’anno, in particolare, emerge un rallentamento; la situazione economica attuale, in peggioramento, avrebbe avuto conseguenze negative rilevanti su produzione e occupazione nel Calzaturiero italiano.

Nei mercati esteri europei, destinatari di 7/10 del prodotto nazionale, i dati registrano andamenti diversi: in positivo Germania (+2%, primo mercato in quantità per l’Italia) e Regno Unito, ma in calo altri paesi come Francia, Spagna, Olanda e Belgio. Spicca il -14,3% in quantità della Russia per i primi dieci mesi, ma crescono America settentrionale (+7,6%) e Far East (soprattutto Cina e Sud Corea).

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