Settore calzaturiero in cerca di manager

Digitalizzazione, sostenibilità ed economia circolare sono i trend che caratterizzeranno il settore moda nel prossimo futuro. Per governare i processi di trasformazione imposti dai mercati, servono professionisti altamente qualificati. È quanto emerso dalla ricerca di Fondirigenti intitolata “Nuovi trend e nuovi scenari. Analisi delle competenze e dei profili manageriali per le aziende del sistema moda”, realizzata dal Politecnico Calzaturiero della Riviera del Brenta. I risultati del progetto sono stati presentati nel corso di un webinar, al quale hanno preso parte Paolo Bastianello Vicepresidente del Politecnico Calzaturiero, Carlo Poledrini Presidente di Fondirigenti, Siro Badon Presidente di Assocalzaturifici, Laura Macchion, Antonio Cavallin e Chiara Pacquola dell’Università di Padova e Maurizio Toso Presidente di Federmanager Veneto.

Da quanto emerso dalle ricerche, le aziende del comparto calzaturiero, in particolare, si trovano ad affrontare un processo interno di managerializzazione passando da una conduzione esclusivamente familiare a una più razionale e strutturata. Secondo gli esperti, lo sviluppo di competenze manageriali sarà strategico per affrontare le sfide imposte dai mercati e per governare i processi di cambiamento accelerati dall’avvento della pandemia. Il sistema Tessile, Moda ed Accessorio resta un settore chiave per l’economia e con più di 28,1 miliardi di euro di valore aggiunto, rappresenta il 10,6% del manifatturiero e occupa circa 600 mila addetti. La moda Made in Italy, non è solo di un’eccellenza nazionale, ma mantiene il suo primato anche in Europa, sia in termini di produzione che di valore aggiunto.

“Questo lavoro di ricerca è di fondamentale importanza – ha dichiarato Siro Badon, Presidente di Assocalzaturifici, perché nei prossimi mesi, con l’attenuarsi dell’emergenza sanitaria, le aziende dovranno affrontare un difficile percorso di consolidamento e di trasformazione. I fattori di spinta che possono accelerare questi processi sono rappresentati dalla ridefinizione dell’assetto organizzativo, dallo sviluppo di una nuova cultura digitale e sostenibile, dal potenziamento della dimensione immateriale dei prodotti, da una maggiore interazione con il consumatore finale. Le buone pratiche individuate dal progetto, e la creazione di servizi per la diffusione delle competenze manageriali, possono sicuramente favorire l’avvio di questa nuova fase di crescita».

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